“L’académie de la folie” di Anush Hamzehian


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Il Film – L’académie de la folie

Il Film

Dichiarazione di intenti

Anush Hamzehian


Anush Hamzehian

 


Il Film – L’académie de la folie

«È mia intenzione raccontare l’ultimo mese di prove che precede una prima nazionale dell’Accademia della Follia. Immagino come scenografia, come sfondo, l’inverno triestino e il teatro Rossetti, perché trovo la simbologia profondamente giusta: il teatro più importante della città, il luogo della cultura alta, dato in mano ai matti. Il mio documentario non può chiedere di meglio. Anzi sì, potrei chiedere in più che nevichi e che soffi la bora. Ma per questi dettagli mi devo rivolgere ad altre istituzioni. » Anush Hamzehian

Nel maggio 1978 viene approvata la legge 180: l’esperienza degli ospedali psichiatrici chiusi termina. I cancelli dei manicomi, che per decenni avevano segnato il confine tra normalità e follia, si aprono.

La legge 180 cambia il corso di milioni di storie: i malati di mente ridiventano soggetti con diritto di sguardo e di parola, persone che riemergono alla cittadinanza.

Trieste, e in particolare il comprensorio di San Giovanni, è stato il  grande cantiere che ha dato vita alla 180 ed, in seguito, all’istituzione inventata : occorrono laboratori, non ambulatori.

Artisti, uomini di cultura, poeti, teatranti, pittori si riuniscono, organizzano laboratori per ridurre le distanze con l’altro e creare assieme un senso.

 

 L’Accademia della Follia è una di queste istituzioni inventate, che Anush Hamzehian , giovane regista italo iraniano, vuole raccontare.

Anush ha già girato diversi documentari tra cui “Il Giardino delle Meraviglie”, film che ritrae il giardino di un carcere femminile di Venezia. Maria Teresa, Elda, Edith e Fulvia, protagoniste del film, hanno cambiato per sempre la sua idea del carcere al punto da non poter non associarla a questi volti e queste storie.

Vorrebbe che, con un film sull’Accademia della Follia, accadesse lo stesso  all’idea di malattia mentale: che la parola “follia” fosse sostituita dai nomi e dai volti  dei protagonisti.
Vuole  raccontare un mondo per molti sconosciuto, attraverso una storia che alcuni chiamerebbero “positiva”, ma, che a suo parere, è più di questo: è un sogno.

Le riprese del film, incomiciate il 7 gennaio, hanno seguito l’ultimo mese di prove di Obelix e Asterix e si sono concluse il 4 febbraio con l’anteprima dello spettacolo al Rossetti di Trieste.

 


Il Film

Prodotto da Point du Jour

Distribuito da France 3 Corse (emittente con copertura nazionale in Francia).

Messa in onda in prima serata (20,30/20,45)

In via di definizione la messa in onda per la televisione pubblica svizzera e belga.

 


L’Accademia della Follia è un branco di talenti.

L’Accademia della Follia è stata l’attrice protagonista di un film che ho appena girato a Trieste.

L’Accademia della Follia mi manca come certi amori d’adolescenza.

Vedete, quegli attori, quei corpi, quei gesti, quel modo di gestire il teatro, per quanto io di teatro non capisca nulla, ecco, dicevo, quell’insieme che si chiama l’Accademia della Follia non si può riassumere parlando d’arte. Perché in qualche modo è come se Misculin e i suoi avessero inventato un modo, faccio fatica a definirlo in un’altra maniera, per solleticare il vostro cervelletto. 

È una faccenda di cervelletto insomma. E di pancia. 

 

Vi avevo avvertito d’altra parte, l’Accademia mi manca come un amore estivo.

-Anush Hamzehian


 


Dichiarazione di intenti

« Prima di filmare gli altri, dovresti sapere tu chi sei »

Fuori faceva freddo. A Trieste, in gennaio, può succedere di avere la bora, un vento fortissimo da nord-est che arriva portando con sè la glaciale bellezza della Siberia.

E quel giorno, nelle ampie strade di Trieste fischiava la bora, regina incontrastata della città. Eravamo al Rossetti, Teatro Stabile di Trieste. Gli attori si muovevano sulpalco, in silenzio, e io pure guardavo in silenzio. Poi un uomo di circa 30 anni è venuto giù dal palco sfidandomi con lo sguardo. “Sono un operatore video”, gli ho detto.

Mario, così si chiamava, quando arrivò al mio posto prendendomi per un braccio mi disse :

«Prima di riprendere gli altri, dovresti sapere tu chi sei».

 

Mi chiamo Anush Hamzehian, sono nato a Padova nel 1980, da una madre italiana e un padre iraniano. Dopo aver fatto lo sceneggiatore a Milano e dopo aver scritto una tesi sulla guerra civile spagnola a Barcellona, sono partito per Parigi. Vivo qui da sette anni e scrivo e dirigo film documentari.E oggi, come dicevo, mi accingo a girare un film sull’Accademia della Follia.

In questa avventura, sono sostenuto dal mio produttore, Vladimir Donn, e dalla sua casa di produzione Point du Jour (una casa di produzione parigina con le spalle solide e un produttore intelligente). Insieme abbiamo trovato France 3 Corse come finanziatore. Il direttore della televisione, Jean-Emmanuel Casalta, si è detto entusiasta del progetto. D’altra parte non è il primo film che immaginiamo insieme e il percorso del film “Le Jardin des Merveilles”, il film sulle detenute della Giudecca, ha dato prova di una vitalità che auguriamo anche al prossimo progetto triestino (“Le Jardin des Merveilles”, dopo un ottimo passaggio televisivo, è stato premiato a Poitiers, al festival Filmer le Travail; a Palermo, al Sole Luna festival; ha aperto il Venice Film Meeting, evento collaterale alla mostra del Cinema di Venezia; è stato selezionato al Cinemambiente di Torino, al Figra di Le Touquet, al Veneto Film Festival, all’Idfa Docs for Sale di Amsterdam, al Fipatel di Biarritz, alle Conviviales…).

È mia intenzione raccontare l’ultimo mese di prove che precede una prima nazionale dell’Accademia della Follia. Immagino come scenografia, come sfondo, l’inverno triestino e il teatro Rossetti, perché trovo la simbologia profondamente giusta: il teatro più importante della città, il luogo della cultura alta, dato in mano ai matti. Il mio documentario non può chiedere di meglio. Anzi sì, potrei chiedere in più che nevichi e che soffi la bora. Ma per questi dettagli mi devo rivolgere ad altre istituzioni. Mi congedo felice.

 


Anush Hamzehian

Anush Hamzehian

 

Informations personnelles:

Né le 09-06-1980 – Permis B

Nationalité italienne

Intermittent du spectacle

Italien: langue maternelle

Espagnol: bilingue

Français: bilingue

Anglais: bilingue

Farsi: niveau moyen

Expériences professionnelles

2012 Réalisateur de « Les Enfants de l’Odyssée », documentaire de 52’, France 3 Corse – Via Stella, production Cargo Films (Jean-Jacques Beineix).

2011, Réalisateur de « Le Jardin des Merveilles», documentaire de 52’, France 3 Corse – Via Stella, production Point du Jour. Primé à Filmer le Travail (Poitiers) 2012 et à Sole Luna Festival (Palerme) 2012. Sélectionné au FIGRA 2012, Cinemambiente 2012, Veneto Film Festival 2012, FIPAtel 2012, IDFA Docs for Sale 2011, les Conviviales 2012.

2009, Réalisateur de « La main et la voix», documentaire de 52’, France 3 Corse – Via Stella, production Zoulou Cie.

Primé au CMCA 2010, France (Prix Art Patrimoine et Cultures) et au Film Festival dellaLessinia 2010, Italie (Prix Spécial). En concours au Trento Film Festival 2010 (Italie), Ushuaia SHH 2010 (Argentine), CervinoCineMountain 2010 (Italie).

2009, Réalisateur de « Quelques notes sur Sorrentino », documentaire de 26’, France Télévision, production Aligal.

2008, Réalisateur de « La dolce tragedia di Martone», documentaire de 26’, France Télévision, production Aligal, dans le cadre d’une série présentée par les Cahiers du Cinéma

Depuis juin 2006Monteur et assistant camérapour BNP, Greenpeace, Carrefour, PTC, Tv Tokyo…

Juin 2006/Décembre 2006Assistant réalisateur etmonteurpour « Un Chinois dans les tranchées de Verdun »,

documentaire de 52’, France 5, production On Line Production

Novembre 2006Assistant réalisateur pour Lancaster Bronze, epn production

2005/2006 Auteur et scénaristepour NextMediaLab Production à Milan.

Juillet 2004 RéalisateuretMonteurpour « Le città continue », documentaire de 26’, Italia9

Septembre 2003/Juin 2004 Journaliste reporteur d’images pour le site www.flashvideo.it.

Formation

Juin 2005 Obtention de l’équivalent italien d’un doctorat enSciences de la Communication, avec une thèse intitulée : “Des soldats d’encre et de papier. Le conflit politique dans l’Espagne républicaine au travers des manifestes.”

2004/2005 Séjour à Barcelone, Espagne, pour une année de recherches à l’Université dans le cadre de la thèse.

1999/2004 Etudes de Sciences de la Communication, Université de Padoue (Italie), Université de Bologne (Italie), Université de León (Espagne).

Juin 1999 Obtention de l’équivalent italien du baccalauréat scientifique, résultat: 98/100, Padoue, Italie.

 


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