Vai al contenuto

BRASILE

PROGETTI INTERNAZIONALI

Il lungo viaggio in Brasile che l’Accademia ha fatto dal 2010 al 2013 è nato da un sogno! Così sono nati i progetti in Brasile, voluti dall’amore per quel paese di Cinzia e Carmen e sposati in piena fiducia da tutta la Compagnia teatrale. E siccome a noi piace superare costantemente i nostri limiti, siamo andati in tournée con uno spettacolo recitato totalmente in lingua portoghese. Lo spettacolo “Stravaganza” (non è un testo facile, neanche in italiano). La drammaturgia è di Dacia Maraini, il testo, in battuta per un’ora e mezza, ha rappresentato una bella sfida per tutti.

E così “Stravaganza” è diventato “Extravȃgancia” e il pubblico brasiliano ha premiato i nostri sforzi con la sua calorosa presenza e grande curiosità di fronte ad una Compagnia di matti in giro, dall’altra parte dell’oceano, senza un operatore o un infermiere.

Ma anche l’Italia ha riconosciuto e premiato il nostro lavoro.

Abbiamo ricevuto la Medaglia al Merito nel Campo delle Arti, della Cultura e dello Spettacolo, dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano per la “Tournée Brasile 2010”; e il Patrocinio della Commissione Italiana per l’UNESCO nella “Tournée Brasile 2011”. Da quelle esperienze si sono attivati rapporti di cooperazione e collaborazione con istituzioni regionali e nazionali brasiliane che lavorano nell’ambito della salute mentale con le quali successivamente abbiamo elaborato un progetto di cooperazione allo sviluppo dal titolo “L’Arte della Follia”.

Ed ancora una volta si dimostra ciò che tutti sappiamo teoricamente e cioè come la condivisione di un’esperienza eccezionale, la complicità, lo scambio, la convivenza, le relazioni interpersonali, l’apertura verso un’altra cultura, lingua, modi di vivere, mangiare….. Facciano bene!

A tutti! E quindi anche a noi.

Extravagȃncia

Tournée in Brasile 2010

La nostra prima tournée in Brasile. Con questo progetto l’Accademia della Follia ha espanso i propri confini (geografici e culturali), investigando le possibilità di un paese “giovane” come il Brasile e diffondendo il seme sano della follia.

Realizzata dal 21 novembre al 14 dicembre 2010 ha replicato 6 volte riscuotendo enorme successo a: Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Salvador, Fortaleza, Quixadà. A Salvador (Bahia) siamo andati in diretta e in collegamento radiofonico nel programma “La Terra è Blu”, condotto da Massimo Cirri e Sara Zambotti, sulle frequenze di Radio Popolare Network di Milano.

Extravagȃncia

Tournée in Brasile 2011

 

Possiamo affermare, senz’ombra di dubbio, che si è trattato di una grande ed impegnativa tournée. Abbiamo attraversato 7 Stati percorrendo 6.415 chilometri nel territorio brasiliano, fermandoci in 9 città, realizzando 15 repliche dello spettacolo e un laboratorio teatrale. Il tutto in 45 giorni. E’ stato faticoso, ma entusiasmante. L’intensità dei rapporti umani che tale lavoro ha prodotto, la vivacità culturale che caratterizza il Brasile, e l’impegno di ogni singolo soggetto, è ciò che ci ha permesso di superare i momenti difficili e di stanchezza, grazie alla pazienza di tutti e agli sforzi di coloro che ci sono stati vicini.

Siamo andati in scena a: Brasilia, Aracaju, São Paulo, São Bernardo do Campo, Porto Alégre, São Leopoldo, Rio de Janeiro, Belo Horizonte, OuroPreto


“Quando il mio uomo di plastica ha già sotterrato tutta la sua vitalità e onestà, ecco che all’orizzonte appare un arcobaleno di possibilità: Mister Brasile. Salute, sogno, spazio, sensualità, sensibilità, simpatia, tecnica, bellezza. Materiali umani che nelle mie antiche e nobili latitudini europee sono scomparse.”

C. Misculin


L’ARTE DELLA FOLLIA

Progetto di Cooperazione allo Sviluppo

Italia/Brasile

Il progetto si è realizzato attraverso una Residenza Artistica dentro l’Ospedale Psichiatrico São Pedro di Porto Alegre, capitale dello Stato del Rio Grande do Sul, con il coinvolgimento di artisti, musicisti, matt-attori, operatori e pazienti psichiatrici italiani e brasiliani. La residenza artistica ha prodotto lo spettacolo teatrale Azulcomo a Liberdade” agito dai soggetti di entrambi i paesi, che ha dovuto moltiplicare le replica per la grande affluenza di pubblico.

Il progetto ha previsto, inoltre, la formazione di personale socio sanitario che lavorano presso i Centri di Salute Mentale di Porto Alegre, attraverso l’assunzione di competenze teatrali specifiche (durante il laboratorio) per continuare, a conclusione del progetto, percorsi terapeutici destinati ad utenti di strutture di aiuto psico-sociale.

Il progetto artistico e culturale ha partecipato al processo di trasformazione in atto, come uno degli strumenti per dar risonanza sulla visione della salute mentale emancipata e contro le dinamiche delle esclusioni sociali.

Per la prima volta in assoluto è stato permesso ad un gruppo straniero di realizzare un progetto utilizzando spazi interni all’Ospedale Psichiatrico São Pedro e di conseguenza di conoscere da vicino la realtà ospedaliera. Siamo stati osservati con curiosità, ma anche con iniziale diffidenza da parte dell’istituzione, finché non siamo arrivati al prodotto finale. Al laboratorio hanno partecipato persone con anni di istituzionalizzazione, persone con ripetute esperienze di elettroshock, persone fortemente deteriorate sia nel fisico che nella psiche, e anche un ragazzo che arrivava direttamente dall’ospedale psichiatrico giudiziario. Queste persone non hanno perso un giorno di laboratorio e con alcuni si è gridato al miracolo. Chi non parlava da anni ha cominciato a parlare, chi non desiderava muoversi ha cominciato a fare esercizi fisici; sono affiorate storie di vite tragiche e commoventi. Ciò che ha permesso tutto questo è stato il clima sereno, l’attenzione che ognuno a ricevuto, l’assenza di giudizio e l’affetto che ognuno ha avuto nei confronti dell’altro.

L’esperienza che si stava vivendo, dopo circa un mese, ha cominciato a varcare i confini dell’Ospedale e quindi sono arrivati gli studenti universitari desiderosi di conoscere da vicino ciò che stava accadendo. A quel punto abbiamo cominciato a ricevere proposte di incontri nelle Università per raccontare l’esperienza della nostra Compagnia e la storia del processo di deistituzionalizzazione in Italia.

Durante i tre mesi di residenza artistica, sono state realizzate le riprese video a cura di Mirela Kruel e KarineEmerich per il film-documentario “L’Arte della Follia”.

 Il Brasile però non rappresenta la nostra unica uscita fuori porta degli ultimi anni. In Francia, a Parigi, nel 2011, abbiamo presentato la versione recitata in francese dello spettacolo “La Luce Di Dentro. Viva Franco Basaglia” nella manifestazione “RencontresEuropéennesavec le FuturComposé”.

In Argentina, a Rio Tersero in Cordoba, nel 2006, abbiamo presentato lo spettacolo “Dott. Semmelweis”, recitato in spagnolo nel “ 9° Festival y Congreso Latinoamericano desArtistasInternados y Externados de HospitalesPsichiatricas – una Puerta a la Libertad”.

FRANCIA

PROGETTI INTERNAZIONALI

Film “L’ACADÉMIE DE LA FOLIE”

DI ANUSH HAMZEHIAN

Anush Hamzehian, giovane regista italo iraniano, vuole raccontare una storia. La storia di una delle istituzioni inventate dopo la legge 180, l’Accademia della follia.


«È mia intenzione raccontare l’ultimo mese di prove che precede una prima nazionale dell’Accademia della Follia. Immagino come scenografia, come sfondo, l’inverno triestino e il teatro Rossetti, perché trovo la simbologia profondamente giusta: il teatro più importante della città, il luogo della cultura alta, dato in mano ai matti. Il mio documentario non può chiedere di meglio. Anzi sì, potrei chiedere in più che nevichi e che soffi la bora. Ma per questi dettagli mi devo rivolgere ad altre istituzioni. » 

Anush Hamzehian


Nel maggio 1978 viene approvata la legge 180: l’esperienza degli ospedali psichiatrici chiusi termina. I cancelli dei manicomi, che per decenni avevano segnato il confine tra normalità e follia, si aprono.

La legge 180 cambia il corso di milioni di storie: i malati di mente ridiventano soggetti con diritto di sguardo e di parola, persone che riemergono alla cittadinanza. Trieste, e in particolare il comprensorio di San Giovanni, è stato il  grande cantiere che ha dato vita alla 180 ed, in seguito, all’istituzione inventata : occorrono laboratori, non ambulatori. Artisti, uomini di cultura, poeti, teatranti, pittori si riuniscono, organizzano laboratori per ridurre le distanze con l’altro e creare assieme un senso.

Prodotto da Point du Jour. Distribuito da France 3 Corse (emittente con copertura nazionale in Francia).

Dichiarazione di intenti


« Prima di filmare gli altri, dovresti sapere tu chi sei »

Fuori faceva freddo. A Trieste, in gennaio, può succedere di avere la bora, un vento fortissimo da nord-est che arriva portando con sè la glaciale bellezza della Siberia.

E quel giorno, nelle ampie strade di Trieste fischiava la bora, regina incontrastata della città. Eravamo al Rossetti, Teatro Stabile di Trieste. Gli attori si muovevano sulpalco, in silenzio, e io pure guardavo in silenzio. Poi un uomo di circa 30 anni è venuto giù dal palco sfidandomi con lo sguardo. “Sono un operatore video”, gli ho detto.

Mario, così si chiamava, quando arrivò al mio posto prendendomi per un braccio mi disse :

«Prima di riprendere gli altri, dovresti sapere tu chi sei».

 


Mi chiamo Anush Hamzehian, sono nato a Padova nel 1980, da una madre italiana e un padre iraniano. Dopo aver fatto lo sceneggiatore a Milano e dopo aver scritto una tesi sulla guerra civile spagnola a Barcellona, sono partito per Parigi. Vivo qui da sette anni e scrivo e dirigo film documentari.E oggi, come dicevo, mi accingo a girare un film sull’Accademia della Follia.

In questa avventura, sono sostenuto dal mio produttore, Vladimir Donn, e dalla sua casa di produzione Point du Jour (una casa di produzione parigina con le spalle solide e un produttore intelligente). Insieme abbiamo trovato France 3 Corse come finanziatore. Il direttore della televisione, Jean-Emmanuel Casalta, si è detto entusiasta del progetto. D’altra parte non è il primo film che immaginiamo insieme e il percorso del film “Le Jardin des Merveilles”, il film sulle detenute della Giudecca, ha dato prova di una vitalità che auguriamo anche al prossimo progetto triestino (“Le Jardin des Merveilles”, dopo un ottimo passaggio televisivo, è stato premiato a Poitiers, al festival Filmer le Travail; a Palermo, al Sole Luna festival; ha aperto il Venice Film Meeting, evento collaterale alla mostra del Cinema di Venezia; è stato selezionato al Cinemambiente di Torino, al Figra di Le Touquet, al Veneto Film Festival, all’Idfa Docs for Sale di Amsterdam, al Fipatel di Biarritz, alle Conviviales…).

È mia intenzione raccontare l’ultimo mese di prove che precede una prima nazionale dell’Accademia della Follia. Immagino come scenografia, come sfondo, l’inverno triestino e il teatro Rossetti, perché trovo la simbologia profondamente giusta: il teatro più importante della città, il luogo della cultura alta, dato in mano ai matti. Il mio documentario non può chiedere di meglio. Anzi sì, potrei chiedere in più che nevichi e che soffi la bora. Ma per questi dettagli mi devo rivolgere ad altre istituzioni. Mi congedo felice.

Anush Hamzehian
Anush Hamzehian