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Le avventure del Randazzo

Regia: Claudio Misculin, Francesca Varsori

Testi di: Dario Fo

In scena: Roberto Marcucci detto Doc, Marzia Ritossa, Dario Kuzma, Franco Cedolin, Gabriele Palmano, Pavel Berdon, Roberto Parisi, Emma Ratti, Leonardo Zanella, Mario Rui, Madalin Straciug

Musiche di: Paola Calabrese, insieme all’amico Devan

Il Randazzo è un cacciaballe, come scrive Dario Fo, uno che vive alla giornata fregando la gente. Nonostante ciò ha una sua etica e soprattutto un’anima felice. Gli capita di trovarsi in una sommossa durante le festività carnascialesche. Si butta felice nella bolgia e quando la rivolta finisce ed arriva la repressione, si fa trovare con la maschera del Capo delle scimmie dal culo nudo e cioè i rivoltosi sulla faccia: è il capro espiatorio perfetto.

Lo agguantano, lo accusano di essere il capo della rivolta, lo processano, lo condannano e gli tagliano la testa.

Ora, la peculiarità del personaggio non è nell’essere un vagabondo o un cacciaballe, no! E’ il fatto che lui è felice della situazione in cui si è cacciato e che porta al patibolo: è un capro espiatorio felice!
Come si fa ad essere felici quando si va a morire? Lui non è stato mai considerato da nessuno, sempre bastonato anche quando non c’entrava un cavolo, come in questo caso. E questa è anche la visione prospettica della sua vita, cioè non spera in futuro di ottenere di più. Ora, se gli si presenta l’occasione di rovesciare la realtà ed essere quel dio, quello sciamano che ha sempre sognato di essere e che non è, lui la prende al volo, è felice a qualsiasi prezzo: è una questione di gusti.

A: Di gusti ?
B: Eh, già; senti, il bicchiere di vino è sempre quello.
A: Mezzo pieno e mezzo vuoto.
B: No , il nostro è pieno fino all’orlo, la differenza sta nel come lo si vuole gustare: c’è chi lo diluisce in un litro d’ acqua e chi lo tracanna in un sol sorso; ovviamente gli effetti sono molto diversi, come durata ma anche come intensità, etc.: ad ognuno di noi la scelta!

Foto di: Lara Perentin