Borderline

Accademia della Follia e Coop Edith Stein

Regia di: Claudio Misculin


Lo spettacolo, come tutti quelli che ha prodotto il VELEMIR TEATRO in questi anni, diventa occasione per fare il punto con gli spettatori, sui temi peculiari della ricerca e della sperimentazione della Compagnia: follia, marginalità, disagio.

Attraverso l’apparente semplicità della trama, di tipo narrativo (un padre, tre figli, l’impatto con le istituzioni, i fragili tentativi di risposta), BORDERLINE descrive una vita vissuta nella grigia omologazione di ghetti periferici, nell’immiserimento dei valori, nel deserto culturale, nell’oramai cronica assenza/mancanza di mezzi/strumenti, luoghi.

Rimangono poche alternative per chi non accetta, non si rassegna con acquiescente ottusità.

Sulla scena si aprono squarci di quotidiano raccontati con l’ironia propria di chi queste situazioni li vive sulla sua pelle; si sviluppa un’analisi tagliente e sfaccettata sui rapporti che intercorrono tra i protagonisti, intese come relazioni ammalate, che ammalano e che danno come risultato il fatto che il cosiddetto “sano” può continuare a rimanere tale solo perché altri, più fragili, vengono configurati ed etichettati nel ruolo di “ammalati”.

In realtà, quasi sempre, ammalati, corrotti e corrompenti sono situazioni e relazioni che i personaggi vivono patendo l’esigua fragilità delle risposte e l’assenza di imprese possibili.

L’impianto scenico è ridotto all’essenziale, gli oggetti e gli elementi di scena suggeriscono più che descrivere i luoghi in cui la vicenda si svolge.

I testi sono del VELEMIR TEATRO con qualche contaminazione da autori quali F. Kroetz e Steinbeck.