Diritto al Delitto

Monologo di fuoco al gustosangue per quell’animanimale del misku mic

Regia: Claudio Misculin

In scena: Claudio Misculin, Cinzia Quintiliani

Drammaturgia: C. Misculin, G. Majorino, G. Spiga, A. Pianca, G. Spazzali, F. Rotelli

Musiche dal vivo: Diego Tettamanti, Claudio Misculin


Planimetria Narrativa

Disegnata in 4 quadri da quattro personaggi che serviranno a tracciare le coordinate del dubbio che vi porterete intascavia. “chi ha il diritto di uccidere?”

  • non certo Raskolnikof, l’intellettuale (metafora del terrorista) tratto dal “delitto e castigo” di Dostojevskij
  • tantomeno Rasko Nic, il sottoguappo di sottoborgo tratto dal “Castigo e Delitto” scritto per noi dal Majorino
  • addirittura intollerabile è la minaccia del Miscu Mic, versione teatrale del Misculin reale

 

e allora?

“CHI HA IL DIRITTO AL DELITTO?”

…nessuno, ovviamente, peccato che…

  • l’ultimo personaggio è proprio l’ex O.P.P., nuova Korea, terre di nessuno, luogo dei perdenti, dimensione di coloro che non uccidono…?…bravi, bravi…

peccato che

facciano più morti degli altri; e che chiamo a testimoniare per tutti Velemir Dugina e Gabriella Vatta, due compagni suicidatisi per ….

 

…PERCHE’.?.

LO SPETTACOLINO E’ DIVERTENTE?

 

SI!!!, nonostante la problematica trattata, ed i modi di…., si assicurano buona degeribilità e facile assimilazione grazie agli elementi di clownerie.

 

  • al di là della tematica esplicita, c’è un filo rosso sotterraneo ma non troppo, enunciato anche nello spettacolo con parole del Misculin:…

“…teatro come ricerca di me stesso medesimo

Proximo in me stesso”

“…giardino della mia follia…linguaggio, area,

scena d’attacco e di difesa…”

“…LUOGO DELLE VERITA’, AZIONE DELL’ANIMA…”

 

 

E con altre del Sisto:…

“…dunque la maschera è il momento in cui si mette l’altro volto…”

“…ma quale dei due volti è quello vero?…”

“…in quale parte di questo Giano Bifronte si gioca la realtà profonda del nostro essere e del nostro desiderio?…”

 

È senza dubbio questa l’incognita più intrigante di questa equazione spettacolare, soprattutto in relazione alla minaccia del Misku che si propone come “terzo” del triangolo equilatero già fissato dai due testimoni del rito:

 

VELEMIR E GABRI

 

…ed allora quelle quattro simboliche gocce di sangue spese dal Misku nel quadro tre saranno sufficienti a far luce sul vettore-energia del lucido delirio del suddetto…

 

L’evento si chiude con un Misku in fiamme: 40 sec. Di fuoco.